La Devozione a Sant'Antonio Abate. Santo del Fuoco e degli Animali.

In questo video di TV2000 seguiamo una trasmissione dedicata a Sant'Antonio Abate, comunemente considerato il protettore degli animali, infatti viene sempre raffigurato con molti animali domestici attorno a lui. In molte immagini viene anche raffigurato vicino ad un fuoco acceso, per ricordare il "fuoco di Sant'Antonio", quella infiammazione virale molto dolorosa (herpes zoster) per la cui guarigione si invocava Sant'Antonio Abate. Infatti il Santo aveva sopportato nel suo corpo delle piaghe dolorosissime, scatenate da Satana, doloranti come un fuoco infernale.

Molti ospedali specializzati nella cura di questa terribile malattia portano infatti il suo nome. I frati dell'Ordine di Sant'Antonio Abate, detti Antoniani, erano specializzati nella cura di questa infezione ed usavano il grasso di maiale, preventivamente benedetto, sulle parti doloranti.
Gli Abati Antoniani venivano chiamati anche Cavalieri del Tau, perchè la loro divisa (che era formata da una veste ed un manto neri) avava cucita sopra il cuore una croce di sole tre braccia di colore azzurro, esattamente come una lettera T, appunto tau in greco.

Le leggende popolari dicono che nella notte di Sant' Antonio gli animali acquistano la facoltà di parlare e nelle stalle i contadini possono capire ciò che questi dicono.

Sant'Antonio Abate visse realmente, anche se circolano molte leggende su di lui, e la sua storia è documentata dai suoi discepoli che la fecero conoscere al mondo attraverso una dettagliata biografia.
Antonio nacque in Egitto intorno al 251 da una famiglia di ricchi agricoltori cristiani.
Prima dei vent'anni Antonio rimase orfano, con un ricco patrimonio da amministrare ed una sorella minore a cui badare. Da buon cristiano qual'era fece sue le parole di Gesù che diceva di vendere quello che si possiede e di darlo ai poveri.
Così, dopo aver distribuito i suoi beni ai poveri ed affidata la sorella ad una comunità femminile, seguì la vita solitaria di altri eremiti ritirandosi nei deserti attorno alla sua città e vivendo in preghiera, povertà e castità.

Si racconta che mentre era nel deserto ebbe una visione, o un sogno, in cui vide un eremita come lui che passava le giornate dividendo il suo tempo tra la preghiera e l'intreccio di una corda.
Da questa immagine l'eremita capì che, per avere la perfezione cristiana non bastava vivere di povertà, ma bisognava anche dedicarsi ad un lavoro.
Così continuò a vivere da eremita, ma accompagnando la preghiera anche con il lavoro, i cui frutti gli servivano per procurarsi il cibo ed il necessario per fare la carità ai più bisognosi.

Ma durante la sua vita ascetica ebbe numerose tentazioni, che furono fortissime, e si unirono anche ai dubbi sulla validità stessa della vita sua solitaria.
Ma altri eremiti che Antonio consultò durante il suo peregrinare, lo incoraggiarono a perseverare, e lo consigliarono a staccarsi ancora più radicalmente dal mondo.

In onore di Sant'Antonio Abate ed in omaggio al suo amore verso gli animali, ogni 17 gennaio in molte chiese si festeggia la Santa Messa alla presenza degli animali domestici, che vengono benedetti al termine della funzione religiosa.

Autore itiemme
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