La psicanalisi e Papa Francesco, un uomo semplice

Già la sera del 13 marzo 2013, subito dopo la sua elezione al soglio Pontificio, al quinto scrutinio del conclave, Jorge Mario Bergoglio, Papa Francesco, stupì il mondo per la sua semplicità. Gli bastò una frase, diventata famosa: "Fratelli e sorelle… buonasera". Un saluto semplice ed amichevole accolto con un boato dalla folla che si era ritrovata in piazza San Pietro.

Una semplicità che è proseguita con numerosi gesti, che hanno rivoluzionato il protocollo sin ad allora seguito in Vaticano. Papa Francesco chiede di sedere alla guardia svizzera che veglia fuori dalla sua stanza. All'Angelus, dopo la benedizione "urbi et orbi", augura buon pranzo a tutti i fedeli. Non usa la "papamobile", ma si muove utilizzando utilitarie.

Queste sono solo alcune delle "stranezze" portate da Papa Francesco, che ha continuato ad operare come un vescovo, in mezzo alla gente, che cerca di aiutare.

Ora, Papa Francesco ha stupito ancora il mondo, con una dichiarazione nella quale ha svelato il suo ricorso alla psicanalisi, quando aveva 42 anni, per un periodo di sei mesi. Una psicanalista ebrea, alla quale Bergoglio fece ricorso tra il 1978 ed il 1979.

La rivelazione ha suscitato molta curiosità tra i fedeli e non solo. Molti hanno avuto in ciò una ulteriore prova della volontà di Papa Francesco di porsi comunque come una persona normale, anche con le sue debolezze. Altri hanno visto in ciò una incongruenza, come se il ricorso alla psicanalisi fosse un po' un abdicare alla fede in Dio.

Autore maxsbard
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