Papa Francesco visita la neonatologia dell'ospedale San Giovanni

Papa Francesco ha visitato il reparto di neonatologia dell'ospedale San Giovanni di Roma, accarezzando i neonati, benedicendoli e donando loro una immagine sacra. Questo gesto straordinario compiuto dal Papa risulta in realtà uno dei gesti più familiari per quest'uomo, che già da prete prima e da vescovo poi, visitava i bambini delle zone più povere e abbandonate del suo paese natale, l'Argentina.

Proprio questo è il punto che fa scalpore: la straordinarietà, l'eccezionalità, trasformate in semplicità, in normalità. Nelle corsie dell'ospedale non vediamo un Papa maestosamente vestito che si aggira con una lunga scorta, ma un Uomo, con il camice azzurro e la papalina, che ci fa sorridere e commuovere, e si commuove lui stesso davanti all'innocenza di questi bambini, puri e innocenti, come tutti i bambini.

Papa Francesco ci aveva già abituato a questi gesti che qualcuno definirebbe eclatanti, ma che non lo sono, perché la Sua umiltà, la Sua semplicità li rende "normali": aveva già visitato disabili e infermi, e aveva già compiuti il gesto del lavaggio dei piedi ai carcerati.

Bambini, disabili, carcerati… categorie di persone deboli, fragili, in alcuni casi ghettizzate dalla società, non dal Papa, che insegna l'amore per il prossimo e il perdono.

Questi gesti sono il focus dell'operato di questo papa argentino così velocemente e ardentemente amato dal popolo, una persona che ci ha abituati a comunicare i suoi pensieri con i fatti e con i gesti più che con le parole.

Papa Francesco è letteralmente sceso dalla sedia papale per camminare in mezzo alle persone e con loro condividere gioie e dolori, combattere le loro battaglie personali o le loro guerre, prendere parte alle loro sofferenze in maniera concreta, tangibile.

Poche parole, quindi, per questo simpatico Papa/Uomo, che si rende umano con la potenza e la semplicità delle Sue azioni, ed è proprio la naturalezza con cui le compie che ci fa capire che non c'è nulla di preparato, nulla di costruito ad hoc per il "pubblico", semplicemente Lui è fatto così e questo è il Suo modo di comunicare: tanto genuino quanto straordinario.

C'è stato un altro Uomo straordinario che comunicava il suo pensiero e il Suo credo con i gesti prima che con le parole, e si indirizzava direttamente al popolo ed era proprio il figlio di Dio. Anche Gesù rendeva normale l'eccezionale, importante l'umile, amato il reietto.

Come il Santo di cui ha scelto il nome, Francesco si spoglia di tutto ciò che non serve (vedi il maestoso anello papale) e ciò che gli rimane sono le Sue azioni, che fanno di Lui l'Uomo che è… un uomo giusto chiamato a un compito importantissimo, guidare i fedeli cattolici e non, e come farlo nel migliore dei modi se non essendo d'esempio Egli stesso?

Se quest'uomo deve essere il rappresentante del Signore sulla nostra povera mortificata ma anche bellissima Terra, dovremmo tutti sentire la spinta a condividere i suoi gesti e le sue azioni, a comunicare direttamente con essi, per renderla tutto sommato un posto migliore.

Autore giovanniAdmin
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